Ballardini Carni

F.lli Ballardini Carni

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STORIA DELL'ARTE

LA BOTTEGA DEL MACELLAIO di ANNIBALE CARRACCI

La natura morta, l'interesse per le cose della quotidianità, per le arti e i mestieri, agli inizi del Cinquecento erano confinati al livello più basso dei generi pittorici. Poi vennero gli artisti fiamminghi con il loro naturalismo e la volontà di dedizione al particolare, il gusto del dettaglio, a dialogare con la pittura italiana. Anche il giovane Annibale Carracci (Bologna, 1560/1609), accogliendo questa rivoluzione stilistica fatta degli umori della realtà e di verità delle cose, con Giuseppe Arcimboldi (1527/1593), Michelangelo Merisi da Caravaggio (1573/1610) e con i cugini Ludovico e Agostino marcò profondamente la figurazione e la storia del periodo barocco in Italia.

L'Arcimboldo fu ingegnoso pittore fantastico, Caravaggio grande e assoluto maestro della pittura; Annibale, certamente dotato di temperamento artistico, pittore, incisore, si volse presto alla ricerca per reagire alla stagnazione del Manierismo di fine ‘500 e verso il 1580 fondò la ‘moderna' Accademia detta in un primo tempo dei “Desiderosi”, poi degli “Incamminati”, dove si privilegiava, superato il tema del sacro, lo studio della natura. E' proprio con l'Accademia, a Bologna, che l'arte entra in una importante fase di trasformazione. Rappresentante di una concezione pittorica basata sulla chiarezza del linguaggio e sulla concretezza, Annibale compose le sue opere realistiche fra cui il “Mangiafagioli” e la “Bottega del Macellaio” (1585) grande dipinto (commissionato da un ricco proprietario di un mercato di carne) conservato oggi alla “Christ Church Library” di Oxford. Annibale segnò con questo tema innovativo la nuova ispirazione della pittura che peraltro fu suggerita all'artista proprio dalla realtà: la famiglia Carracci aveva, nei fratelli di Ludovico, dei macellai di professione. Un'opera simbolo del Barocco dunque, un eccezionale intuizione che proprio per la superba fedeltà realistica, per lo stile austero, consegna la più alta dignità alla professione del macellaio, introduce il concetto di verismo che sarà patrimonio di gran parte della cultura figurativa occidentale certo per altri trecento anni almeno, fino al varco astratto del Novecento.

Tione di Trento, 13 marzo 2004 - Alessandro Togni